Di Gabriel Garcia Marquez

Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a vedere il ghiaccio.

 

Riassumere "Cent'anni di solitudine" sarebbe un impresa folle, forse la più folle da me mai tentata.Questo signori e signore è un libro gandioso in pochi altri si puo trovare una tale selva di personaggi, ma soprattutto in pochi libri, come in questo, si ha l'impressione di trovarsi davanti a persone reali in grado di pensare in maniera autonoma; e del tutto indipendente anche dalle leggi della logica. I paesaggi, le luci, i colori trasportano il lettore in una verosimile America Latina di cui Macondo è la periferia ma insieme la rappresentazione. Ci si ritrova a ridere e piangere per le disaventure di una famiglia fantastica e illogica, ma tanto coerente con se stessa da essere perfettamente normale; tra salti di spazio e di tempo in una mescolanza continua tra presente passato e futuro.Un personaggio fra tutti?? Per me il colonnello Aureliano Buendia, ma ognuno ha il suo. L'unico ulteriore commento che posso fare è LEGGETELO!!!!!!!!!!!

Se avete ancora qualche dubbio sul perchè dovreste correre ad aprire "Cent' anni di solitudine" riporto qui di seguito una pagina che narra la storia del mio amato colonnello:

Il colonnello Aureliano Buendia promosse 32 sollevazioni armate e le perse tutte. Ebbe 17 figli a 17 donne diverse, che furono sterminati in una sola notte prima che il maggiore avesse compiuto 35 anni. Sfuggì a 14 attentati, a 73 imboscate e a un plotone d'esecuzione. Sopravvisse ad una dose di stricnina nel caffè che sarebbe bastata ad ammazzare un cavallo. Respinse l'Ordine del Merito che gli conferì il presidente della repubblica. Giunse a essere comandante generale delle forze rivoluzionarie, con giurisdizione e comando da un frontiera all'altra, ma non permise mai che lo fotografassero. Declinò il vitalizio che gli offrirono dopo la guerra e visse fino alla vecchiaia dei pesciolini d'oro che fabbricava nel suo laboratorio di Macondo. Malgrado avesse sempre combattuto alla testa dei suoi uomini, l'unica ferita se la produsse lui stesso dopo aver firmato la capitolazione di Neerlandia che mise fine a quasi vent'anni di guerre civile. Si sparò un colpo di pistola nel petto e il proiettile gli uscì dalla schiena senza ledere alcun centro vitale.